È in atto un attacco alla Cultura, non solo alla diversità di genere

NIENTE PIÙ FONDI PUBBLICI NEL SETTORE DELL’EDITORIA

A CHI NON CONOSCE LA LESSICOGRAFIA

L’Istituto della Enciclopedia italiana è stato fondato nel 1925, su iniziativa di Giovanni Treccani degli Alfieri e di Giovanni Gentile. Nel tempo, Treccani ha accompagnato l’evoluzione della lingua e della storia italiana. Di recente la Treccani è stata attaccata su un quotidiano nazionale e insultata in quanto denominata “TRECCAGNA” in un articolo in cui veniva definita così sulla base di una accesa critica all’evoluzione del linguaggio e della cultura. Come giornalista, donna, docente, cittadina, mamma, sono davvero indignata per il mancato rispetto di una istituzione che lavora con elevata qualità e combatte contro l’ignoranza.

“Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una e la guardo, fino a quando non comincia a splendere” scriveva Emily Dickinson. Quello che è avvenuto è gravissimo. Ancora più grave il fatto che vengano dati degli elevati contributi a questo giornale che non è la prima volta che utilizza insulti. Mi sono avvicinata al lavoro di giornalista e docente per l’amore che ho per la Cultura. C’è un codice deontologico a cui noi giornalisti dobbiamo fare riferimento e c’è pure un’etica che ci insegna come cittadini quanto sia importante l’educazione e il rispetto. Ci sono poi dei corsi di formazione di aggiornamento per giornalisti, che consiglio vivamente all’autore di tale articolo, proprio su come il linguaggio ci rappresenti e sulla lessicografia (ad es. sul perché sono stati introdotti i femminili di alcune professioni, sul perché i maschili in altre,  sul perché è stato messo prima il femminile… BASTA STUDIARE…). Ci sono diversi studi anche dell’Accademia della Crusca. C’è una presa di consapevolezza che questa deriva della parola, gli insulti, non giovino affatto alla nostra Società. Ledono i rapporti tra le persone. Creano discriminazioni, “fratture” tra generazioni e dolori talora insanabili tra i cittadini. Forse c’è chi vuole tornare alla tecnica del DIVIDE ET IMPERA? Mi spiace, non lo permetteremo. Occorre che si dia un freno. Occorre dire BASTA. È necessario difendere la CULTURA e il rispetto del linguaggio perché ciò che diciamo ci rappresenta come Persone, denota se siamo persone preparate, sensibili, o se siamo degli zotici, se abbiamo la mente chiusa. Aprire la bocca è come aprire un armadio, ognuno e ognuna si sceglie che “abito” mettere ogni mattina e così, quando si apre la bocca si sceglie quale parola utilizzare, cosa dire e questo mostra la nostra identità agli altri. La diversità di genere è appurata da studi scientifici. Numerosi studi ci dicono che era ed è necessario adeguare la lingua ai concetti ed alla consapevolezza dei valori della natura umana. “Si calcola che rimangano soltanto 6000 lingue delle 20000 parlate dall’umanità nell’era neolitica, e che la metà di esse sparirà nel giro di un secolo. Soltanto in America, scompare una lingua ogni anno. Il catawba della Carolina del Sud è appena scomparso” scriveva Serge Latouche. Dobbiamo difendere non solo l’Italiano, ma tutta la diversità delle lingue, che rappresentano la poliedricità del pensiero. Se riduciamo una lingua a poche parole, se la storpiamo, se la utilizziamo male, ne decretiamo la fine; il nostro italiano va studiato, va rispettato, non va sminuito, né ridotto a parolacce o slang, né riempito di colorati neologismi (ovvero parolacce e insulti) di cui dobbiamo imparare a fare a meno per lasciare ai nostri figli e nipoti un Pensiero, una Lingua, che siano energia vitale, parole piene di significato, di valori, di presente e futuro, parole  pulite, lineari, colme di significato e non parole vuote, senza senso, sminuenti, che non costruiscono relazioni, ma che creano muri, che dividono, che offendono. È deprimente e vergognoso che siano elargiti elevati contributi pubblici a un giornale che non per la prima volta si distacca dalla qualità dell’editoria e del giornalismo italiano con titoli a grandi lettere fatti solo di insulti gratuiti e che non conosce la lessicografia.

Autori

  • Giornalista professionista, realizzatrice di format televisivi e format radiofonici nei settori economia, salute, ricerca e innovazione. Editorialista e corrispondente di questioni europee con rubriche fisse su diversi media (Italiaoggi7, Affaritaliani, PMI, pagine Euronews su Corriere.it ecc.). È ideatrice ed organizzatrice di corsi di formazione e di aggiornamento per enti, aziende; docente per corsi per manager e professionisti e associazioni di categoria su temi di innovazione, ricerca; ideatrice ed organizzatrice di corsi di Eurojournalism per la Commissione europea.